La storia del piombo e’ molto lunga. La facilità della sua lavorazione e le sue proprietà chimico-fisiche lo hanno reso utile in una infinità di applicazioni. Il primo manufatto di piombo fu ritrovato nell’attuale Turchia e risale al 6500 ac. Il piombo veniva usato nelle arti decorative e per la produzione di vasellame. Sia gli egizi che i cinesi erano in grado di ottenere piombo metallico per fusione in rudimentali fornaci di pietra.

I Romani fecero un uso estensivo del piombo: i suoi sali venivano usati per la conservazione e la dolcificazione del vino e degli alimenti, mentre la forma metallica veniva usato come materiale di saldatura nelle tubature idrauliche. Inoltre il piombo veniva usato come cosmetico per capelli e per rendere lucenti gli unguenti per la pelle.

Molti di questi usi si sono conservati nei secoli. Fino al rinascimento gli additivi alimentari a base di piombo erano causa di gravissime intossicazioni alimentari e ancora oggi alcuni cosmetici contengono quantità apprezzabili di questo metallo.

 Oggi il piombo viene usato per costruire batterie elettriche, come additivo nell’industria vetraria, per produrre proiettili e pesi da pesca, come schermo anti-radioattivo. A causa della sua elevata tossicità l’uso del piombo e’ stato progressivamente regolamentato e molte applicazioni sono scomparse. Fino al 1978 il piombo veniva usato nella produzione di smalti e vernici. Dal 1985 e’ stato bandito il suo uso come materiale di saldatura in elettronica e dagli anni ’90 come additivo nelle benzine.

In passato non erano infrequenti casi letali di intossicazione dovuti sia ad attività lavorativa che a esposizione nell’ambiente di vita. Oggi questi sono casi sporadici: l’ultimo caso letale negli Stati Uniti risale al 2001 quando un bambina di origini egiziane morì dopo aver mangiato l’intonaco scrostato di una casa costruita prima del 1978.

Il piombo ha effetti negativi su tutti gli organi e apparati. Tra gli altri effetti, dosi molto basse di piombo, inferiori di 5 o 6 volte i limiti di esposizione oggi accettati dal governo, aumentano il rischio di insufficienza renale, di morte cardiaca, rallentano lo sviluppo intellettuale e fisico dei bambini, provocano ipertensione intrattabile, facilitano il formarsi di cataratta e riducono il metabolismo della vitamina D. Il giornale di nefrologia più importante al mondo consiglia di testare le concentrazioni ematiche di piombo in ogni caso di insufficienza renale ipertensiva.

Fortunatamente le restrizioni all’uso del piombo hanno permesso di ridurre i casi di intossicazione grave. Oggi solo l’1% degli adulti americani e’ esposto a livelli di piombo ritenuti seriamente pericolosi per la salute dalle agenzie governative, ma le preoccupazione per gli effetti a lungo termine sono tuttora forti poiché molti scienziati sono concordi nel ritenere questi livelli non protettivi.

A St. Louis però le cose stanno diversamente. La città siede su una miniera di piombo, una tra le più grandi del mondo: il Missouri fornisce il 92% del metallo utilizzato negli Stati Uniti per un valore annuo di 140 milioni di dollari. Le miniere a sud di St. Louis forniscono piombo da circa 300 anni, da quando i francesi compirono le prime esplorazioni mineralogiche nel 1700. Ancora oggi non esistono statistiche ufficiali sulle intossicazioni da piombo nei minatori del Missouri cosa che peraltro avviene per la della maggior parte degli stati dell’Unione. Le corporations estrattive non comunicano all’istituto americano di salute occupazionale (NIOSH) i dati relativi alla salute dei suoi lavoratori. Se questa sia reticenza o disorganizzazione poco importa: in entrambi i casi la mancanza di informazioni impedisce ai lavoratori di prendere decisioni consapevoli per la salvaguardia della loro salute e di quella dei loro familiari. Per certo sappiamo che negli Stati Uniti ci sono 1500 incidenti dovuti ai crolli di gallerie nelle miniere di piombo ma non sappiamo nulla di quello che avviene nelle miniere del Missouri. In compenso, le corporations che estraggono il piombo ci fanno sapere che pagano molto bene i loro lavoratori, circa il doppio del salario percepito dal Missourian medio. 

Ma le preoccupazioni non sono solo per i lavoratori. Il 10% dei cittadini del Missouri hanno concentrazioni ematiche di piombo compatibili con un livello di intossicazione moderato, 10 volte la prevalenza nazionale. La maggior parte degli intossicati vive nelle contee a sud di St Louis. Nel 2000 il 30% dei bambini di St. Louis avevano livelli superiori a 10 μg/dL, la soglia ritenuta tossica dal governo. Oggi, grazie ad un piano di screening e bonifica gratuiti promosso dal sindaco democratico della città, il 7% dei bambini presenta livelli di intossicazione superiori alla soglia governativa.

L’intossicazione da piombo colpisce soprattutto i bambini poveri alimentando il circolo vizioso di povertà-malattia-povertà che ha afflitto la comunità nera della città dai tempi dello schiavismo. L’84% dei bambini intossicati a St. Louis sono Afro-Americani Il piombo nei bambini, anche a dosi inferiori a quelle prescritte dal governo, provoca ritardo mentale, disturbo da iperattività cronica, comportamenti antisociali, insufficienza renale e ritardo di crescita. Per questi bambini non esiste libertà senza salute.

Uno stato veramente liberale deve garantire a tutti i suoi figli la possibilità di concorrere alla pari alla sfida della vita. Oggi questo non avviene perché la salute e’ considerato un bene come un altro, la cura un servizio da acquistare.

Ma la malattia, come ricorda il filosofo Karl Jaspers, ci colpisce alla radice stessa della nostra identità privata e sociale: “Non è lo sguardo che vede qualcosa per me, o il braccio che si protende per afferrare qualcosa per me, ma sono io quello sguardo, sono io quel braccio”