Storie di Popoli, Civilta’, Banditi e Altre Strane Tribu’

In L’uomo senza qualita’, il capolavoro incompiuto di Robert Musil, l’impasse nel definire i caratteri del nostro tempo in qualche modo emerge come l’essenza stessa della nostra societa’. Lo specchio frantumato nel quale cerchiamo di riconoscerci ci rimanda immagini contradditorie e inusuali.

Per Bauman questa frantumazione dell’indentita’ sociale e’ cosi’ profonda che le biografie individuali e le appartenze divengono liquide, indefinite, transitorie.

Eppure, ancora oggi, nell’era delle identita’ liquide, o forse ancor piu’ oggi rispetto al passato, si cercano i marchi dell’appartenenza, spesso solo esteriori, come gli abiti indosssati alla giusta occazione, o talvolta piu’ profondi, che richiamano a radici culturali, storiche e religiose. Gli esseri umani si riuniscono in tribu’, civilta’, culture giovanili, religioni, nazioni, razze, etnie…Segni semplici, ci indicano chi e’ con noi e chi non lo e’.

Talvolta, questi processi di coagulazione sono violenti. Il primato della nazione e l’esistenza stessa delle autorita’ statali, sono stati imposti con la violenza alle popolazioni riluttanti. Spesso l’identita’ del gruppo e’ formata alla spese di innocenti. La distruttivita’ dei lager nazisti e delle guerre kosovare, quella del genocidio dei nativi americani o delle persecuzioni contro i rom, nasce dal disconoscimento dei tratti umani che ci rendono simili, in qualche modo indistinti.

Allora e’ bene ripercorrere le storie degli uomini e dei popoli per ritrovare quelle somiglianze che ci rendono familiari agli altri noi.

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