Ad una buona parte dell’elettorato italiano pare che il governo Berlusconi piaccia. I sondaggi ci raccontano addirittura che il consenso per il nuovo esecutivo sia in rapida ascesa. Eppure in questi giorni di cose bizzarre e inquetanti ne sono successe. Nessuna di queste pare abbia scalfito il desiderio degli italiani di fidarsi del capo. Anzi. Stiamo assitento alla transizione tra democrazia e demagogia; come altri preferiscono, dalla democrazia al peronismo. Tira brutta aria.

Ma cerchiamo di mettere in fila i fatti. Lo scandalo delle cliniche private milanesi ( ce ne sono almeno 10, tra le piu’ importanti, nel girone degli inquisiti) giunge dopo alcuni terremoti minori che avevano coinvolto il San Raffaele di Milano (un’altra clinica privata) e le “cliniche curiali” genovesi e precedentemente la clinica Humanitas di Milano.

Questa sequela di denunce ci racconta di un sistema corrotto nel quale gli interessi privati di imprenditori e medici si riversano drammaticamente sulla pelle dei malati. Quello che si legge sui principali giornali e’ solo l’epi-scandalo di una dinamica piu’ diffusa e strutturale, di cui la sinistra da anni denuncia inascoltata l’esistenza.  Lo scandalo colpisce la regione simbolo del PdL, la Lombardia, e quel sistema sanitario misto che ha visto il proliferare delle cliniche private paradossalmente finanziate con le tasse dei cittadini. 

Chi lavora nella sanita’ sa, almeno sospetta, che le truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono assai diffuse.  Il meccanismo piu’ comune, che emerge anche dalle recenti investigazioni e’ semplice. Il paziente viene ricoverato per un intervento molto semplice condotto in abulatorio. Il tutto in realta’ si risolve in non piu’ di 2 ore e il paziente torna a casa ignaro. La clinica pero’, per aggiudicarsi un pagamento piu’ cospicuo, classifica invece l’operazione come intervento chirurgico con ricovero giornaliero e il SSN paga, senza motivo, rimborsi moltiplicati.

In casi piu’ rari, come emerge dalle indagini, il paziente e’ meno fortunato e subisce veramente un intervento inutile, talvolta con rischi gravissimi per la salute o ricevendo addirittura lesioni gravissime a parti del corpo precedentemente sane.

Fino ad oggi gli assessori Lombardi alla sanita’ ci raccontavano che questa proliferazione di cliniche private e prestazioni era solo il segno di una maggiore disponibilita’ di cure, un vantaggio per i pazienti. Un regalo del mercato. Oggi, grazie alle intercettazioni della magistratura sappiamo che questo regalo era solo una mela avvelenata, confezionata con l’aiuto di dirigenti delle ASL, nominati dalla regione Lombardia, coniventi e corrotti.

Ma questo fenomeno non e’ una nostra peculiarita’. Ovunque i privati abbiano fatto massicciamente il loro ingresso nel sistema, i costi dei controlli sono aumentati. Negli USA, il 30% delle spese del Medicare sono utilizzati, direttamente o indirettamente, per combattere le truffe. In Canada, che ha un sistema piu’ simile al nostro, il 40% delle nascite avviene per taglio cesareo, mentre si stima che solo il 2% dei parti necessiti intervento chirurgico; in Italia, dopo l’introduzione del pagamento a prestazione, il numero di operazioni al ginocchio e’ raddoppiato.  Tutte operazioni necessarie?

Nonostante sia chiarissimo chi siano i responsabili politici di questo sfacelo e le “regioni rosse” abbiano invece sviluppato un sistema sanitario virtuoso, sostenibile ed efficiente, pare che questi scandali colpiscano la sinistra piu’ che la destra e suscitino nei cittadini il desiderio del capo forte, delle soluzioni d’emergenza, alimentate dalla sfiducia nello Stato, da un clima di insicurezza.  

E allora non fa piu’ alcun effetto se Berlusconi fa fallire la trattativa per la vendita di Alitalia alle spese dei contribuenti per poi tentare di venderla a suo figlio o ai suoi amici. Dal fallimento della trattativa con Air France il caso Alitalia e’ miracolosamente scomparso dai giornali, come se non fosse piu’ un baraccone in perdita precipitosa. I falsi fautori del liberismo ospitati dai piu’ importanti giornali nazionali, gli incazzati che sbraitavano contro il governo Prodi per i ritardi nel disfarsi del peso incongruo, ora tacciono. L’Alitalia continua a perdere quasi un milione di euro al giorno, e il governo stanzia 300 milioni a fondo perduto con i nostri soldi e nessuno protesta. Ancora una volta la colpa e’ del sindacato, quindi della sisnistra: meno male che Silvio c’e’, e’ questa litania nazional-popolare di oggi. Eppure tutti sanno chi ha fatto barricate e ha bloccato la soluzione del problema.

Ma le cose bizzarre continuano. Prima delle elezioni gli italiani manifestavano grande preoccupazione per la loro sicurezza. Gli immigrati erano percepiti come un pericolo e i reati contro la persona e la proprieta’ una vera minaccia per i cittadini. Questo in barba ad ogni statistica che mostrava come questi crimini, in particolare quelli piu’ gravi, fossero in costante diminuzione da anni. Ma la percezione si diceva, e’ quella che conta. Se il cittadino si sente insicuro, a che servono le statistiche? Alla destra cavalcare la paura ha sempre fatto comodo ma qui lo sprezzo della verita’ ha superato qualsiasi pudore. Un recente sondaggio mostrava che l’80% degli Italiani considera la propria citta’ insicura ma solo il 50% considera insicuro il quartiere dove vivono e che questa percezione di insicurezza e’ piu’ diffusa tra i vecchi, cioe’ quelli che se ne stanno in casa a vedere i telegiornali, che tra i giovani, che escono e vedono.  I nostri politici hanno fatto credere ai nostri concittadini che ogni isterismo fondato sulle loro percezioni ha perfettamente lo stesso valore di un comportamento razionale fondato sui fatti.  E allora la prima cosa fatta dal governo e’ varare leggi inapplicabili per regolare l’immigrazione perche’ tanto quel che conta non sara’ il risultato, chiaramente pessimo (ma ve le immaginate le nostra aule di tribunale completamente soverchiate dal fiume di immigrati clandestini, tutti processati come criminali?), ma la percezione di severita’ associata al provvedimento.

Non contento il governo decide di regalarci l’uso di 3000 militari sparsi su tutto il territorio nazionale per garantire l’ordine pubblico. Il provvedimento, oltre che inutile. e’ assai pericoloso. Vediamo prima perche’ inutile. L’italia e’ il paese con il piu’ alto numero di addetti alla sicurezza del mondo. Tra poliziotti, finanzieri, carabinieri, forestali, polizie locali e vigili il conto raggiunge le 260.000 unita’ (esclusi gli amministrativi), solo 20.000 meno che gli Stati Uniti d’America per una popolazione 6 volte inferiore e una superficie 32 volte piu’ piccola. Siamo il paese con il piu’ alto numero di addetti in questo settore. Nonostante questo i nostri agenti sonnecchiano negli uffici, nelle strade nessuno. Quando si parla di sprechi del comparto pubblico ci si dimentica sempre di parlare delle forze dell’ordine. Ma il governo ha deciso che 3000 militari sono suffcienti. Non bastava allora scrollare giu’ dalle sedie meno dello 1.0% dei nostri agenti di polizia? No. Il vero intento del governo e’ quello di creare un precedente per usare l’esercito in occasioni in cui sia deciso che si tratta di un caso che lo richieda (no, non e’ un bizantinismo, voglio che sia chiara la natura autoreferenziale della decisone: ovvero quando fa comodo al governo). A dir la verita’ un precedentino esisteva gia’. Nel governo Berlusconi III l’esercito era gia’ stato usato per garantire la sicurezza delle sue vacanze in Sardegna nella sua villa privata coperta dal segreto di Stato. Il punto qui e’ che l’esercito potrebbe essere usato per l’odine pubblico nelle manifestazioni (si preparano per l’autunno?) o in occasione di eventi internazionali (come il G8).

Ora. L’attegiamento popolare nei confronti di questi provvedimenti non e’ stato di ludibrio ne’ di preoccupazione. Moltissimi hanno pensato: bene. almeno si fa qualcosa. E lo stesso atteggiamento di impazienza accondiscendente si e’ manifestato quando Berlsusconi ha deciso di farsi leggi ad personam che bloccheranno centinaia di migliaia di processi, incluso il suo e quando aggredisce i magistrati definendoli eversivi. La destra, con la complicita’ dei nostri organi di infromazione, e’ riuscita a diffondere, come un virus, l’idea che esista una guerra tra potere politico e potere giudiziario. Una guerra tra bande e non una normale dialettica istituzionale, la garanzia del funzionamento democratico dello stato. Molti cittadini pensano che i magistrati abbiano perso la guerra e debbano subire le decisioni della maggioranza.

Come se potesse esistere un partito dei magistrati e un partito degli imputati, il partito del parlamento e il partito del governo, il partito del presidente della repubblica e il partito della dittatura strisciante. O forse si. O forse lo sfilacciamento delle istituzioni e’ proprio quello che si vuole. Finalmente basta regole e controlli: che il Capo decida e gli altri tacciano.

Annunci