Questo e’ il giorno zero del giornale online di Innovatori Europei negli Stati Uniti.
St. Louis, come molte altre citta’ americane, ospita una numerosa comunita’ di italiani.
I tempi di Ellis Island sono ormai storia passata. I giovani migranti italiani negli Sati Uniti d’America sono spesso ricercatori universitari, ingegneri, economisti, imprenditori che cercano una loro nuova strada in un paese cosi’ diverso.
Per molti di loro il rientro in patria e’ un obiettivo, per altri la vita qui comincia da capo, senza voltarsi indietro.
L’emigrazione italiana in America e’ un’emigrazione colta, di successo. Questo fatto ci dice che non tutto e’ male nel nostro paese. Il nostro sistema scolastico forma persone di talento che sanno farsi valere nel mondo. Ma ci dice anche che il nostro paese non sa dare sufficienti opportunita’ e remunerazioni.
Eppure moltissimi continuano a mantenere vivo l’interesse per le vicende nazionali. Qui a Saint Louis i ricercatori del dipartimenti di economia della Washington University tengono un altro giornale elettronico, NoiseFromAmerica, ma vi sono diverse altre comunita’ virtuali di italiani-americani.
Perche’ allora un nuovo giornale elettronico nel gia’ vasto e autorevole panorama italo-americano?
Innovatori Europei nasce dalla convinzione che sia possibile promuovere la discussione “dal basso” su temi sociali, economici, politici attraverso forme di organizzazione orizzontale rese possibili dalla diffusione delle tecnologie della comunicazione.
Ma Innovatori Europei e’ anche uno strumento operativo, per agire sulla politica e tradurre le idee in cambiamento. Per questo obiettivo Innovatori Europei ha scelto il Partito Democratico, ritenendolo il soggetto politico maggiormente propenso, per struttura organizzativa e per orientamento programmatico, ad accogliere il seme di un progresso fondato sull’azione collettiva e plurale.
Qui, tra gli Innovatori Europei, si discute di tematiche ambientali ed energetiche, di ricerca e innovazione, di cambiamenti climatici, di pari opportunita’ e politiche europee.
Per navigare il sito potete cliccare i link sotto la testata o a lato di questa pagina, oppure leggere gli aggiornamenti del giornale giorno per giorno utilizzando il calendario alla sinistra dello schermo.
Buona lettura e buona partecipazione.

2 comments
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Novembre 14, 2008 a 5:17 pm
giorgio ritucci
Cari amici ho incontrato il vostro interessante sito e letto con piacere l’onesto ed informato articolo di Neri su Università e Ricerca. Ho letto la vostra presentazione mi piacerebbe sapere, sempre che non vi crei problemi, che cosa avete trovato di nuovo nella struttura organizzativa (leggi Statuto) del PD. Perchè questo è il punto centrale di tutto il discorso oggi in corso relativo alla creazione di una democrazia matura: avere dei partiti che esprimano modelli del tutto opposti al vecchio partito di vertice indicato anche come leninista sino ad oggi adottato anche dalle formazioni diverse da quelle socialiste. Il partito di vertice è in sostanza un partito oligarchico ovvero dominato da un gruppo ristrtto di persone che hanno scelto la politica come professione. L’opposto di questo partito fortemente ideologizzato è una partito dei cittadini dove chi decide e controlla sono le Assemblee di vario livello. In esso non esitono capi “carismatici”, che fanno più danno che altro se non altro perchè oggettivamente riducono il cittadino a povero suddito disinformato, ma solo e semplicemente dei coordinatori che stanno in funzione pubblica e di partito per tempi brevi e delimitati. L’incarico di Segretario del partito, Coordinatore generale, nel nuovo assetto non deve coincidere con quello di candidato alla Presidenza del Consiglio, per esempio. Grazie e cordiali saluti.
Dicembre 16, 2008 a 7:18 pm
Luca Neri
Caro Ritucci, grazie per l’apprezzamento. Concordo sostanzialmente che quanto da lei scritto. Le premesse del PD erano in quella direzione. Con lo statuto si sono rimangiati tutto o quasi. E’ anche vero che altrove la situazione e’ peggiore e forse non esiste alcun altro partito in cui si e’ dato accesso cosi’ ampio a giovani dirigenti emersi in parte grazie ad un fenomeno bottom-up durante le primarie (Scalfarotto e Giorgio Gawronsky sono ancora impegnati nel PD: con quale rilevanza? Non saprei). Il punto e’ che gia’ al momento delle elezioni la scelta di giovani candidati e’ stata verticistica e per lo piu’ soltanto “estetica” (vedasi il mio post sulle biografie dei “nuovi” candidati del PD). Ad un anno di distanza, con le dimissioni della Tinagli perche’ mai consultata, questa impressione e’ risultata confermata. Tutti i nuovi con competenze di rilievo sono stati marginalizzati.
E’ rimasta il ministro ombra Picerno, 26 anni, che non vanta alcuna specifica abilita’, a parte ovviamente la sua amicizia con De Mita (questo e’ per ora solo un pettegolezzo, dovremo verificare).
Nel complesso sono deluso. Ma si deve perseverare e lavorare con competenza: a noi “im-potenti” non resta che la forza della persuasione.